
Io la Mazzantini la adoro, sarà perchè il suo linguaggio è una metafora continua, sarà perchè è diretta come un calcio nello stomaco, sarà perchè è tagliente e incisiva, come piace a me. Si legge d'un fiato, si beve alla russa, senza respirare. Fagociti pagina dopo pagina volendone altre. L'io narrante di questo libro è una madre che si rivolge al figlio cercando di spiegargli l'amore tra lei e quel padre che non ha mai conosciuto, difficile da spiegare a un giovane adolescente che si nasconde dietro a muri di silenzio e finta indifferenza. E l'amore che descrive la Mazzantini non è mai un amore opaco, scialbo e trasparente, è vissuto a 360 gradi, dove quelle piccole imperfezioni di anni di rapporto diventano il collante meraviglioso di una storia d'amore perchè l'amore è abitudine, è sfinimento, è diversità.