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Julie stava cancellando un altro essere umano, separandosi da Vince senza la minima emozione, come se restituisse un libro avuto in prestito dalla biblioteca condominiale. Santo Dio, pensò Chic, quest'uomo era tuo marito. Tu lo amavi. Hai dormito con lui, vissuto con lui, saputo tutto ciò che c'era da sapere su di lui...in efetti lo conosci molto meglio di me, e lui è mio fratello da prima che tu nascessi. In fondo le donne sono spietate, pensò. Terribilmente spietate.

Dick, Philip K. - I simulacri

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Bell, Eric Temple - I grandi matematici

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Bell, Eric Temple - I grandi matematici
MessaggioInviato: mar nov 03, 2009 8:34 am 
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Mastro libraio
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Sto leggendo: La strada - C. McCarthy

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Contenuto
In questo volume l'autore, un matematico americano della prima metà del '900, ricostruisce le biografie di una trentina fra i piú grandi matematici di tutti i tempi. I titoli dei capitoli sono i seguenti:

    I Introduzione
    II Spiriti moderni in cervelli antichi (Zenone, Eudosso, Archimede)
    III Gentiluomo, soldato e matematico (Descartes)
    IV Il re dei dilettanti (Fermat)
    V Grandezza e miseria dell'uomo (Pascal)
    VI Sulla riva (Newton)
    VII Maestro in tutte le arti (Leibniz)
    VIII Natura o educazione (I Bernouilli)
    IX L'analisi incarnata (Eulero)
    X Un'alta piramide (Lagrange)
    XI Da contadino a snob (Laplace)
    XII Amici di un imperatore (Monge, Fourier)
    XIII Le jour de gloire (Poncelet)
    XIV Il re dei matematici (Gauss)
    XV Matematica e mulini a vento (Cauchy)
    XVI Il Copernico della geometria (Lobacevskij)
    XVII Genio e povertà (Abel)
    XVIII Il grande algorista (Jacobi)
    XIX Una tragedia in Irlanda (Hamilton)
    XX Genio e imbecillità (Galois)
    XXI I gemelli degli invarianti (Sylvester, Cayley)
    XXII Maestro e scolara (Weierstrass, Sonja Kowalewsky)
    XXIII Completa indipendenza (Boole)
    XXIV L'uomo non il metodo (Hermite)
    XXV Lo scettico (Kronecker)
    XXVI Anima candida (Riemann)
    XXVII L'aritmetica al secondo posto (Kummer, Dedekind)
    XXVIII L'ultimo scienziato unversale (Poincaré)
    XXIX Paradiso perduto? (Cantor)


Considerazioni
C'è una domanda che tutti i bambini prima o poi si sentono porre da genitori, nonni, o parenti piú o meno lontani: "Che cosa vuoi fare da grande?".
Sono pronto a scommettere però che nessuno si è mai sentito rispondere: "Il matematico!". Anche perché in tal caso il piccolo sarebbe stato condotto su due piedi da un efficiente psicologo che l'avrebbe guarito da questa insana quanto antieconomica aspirazione e tanti saluti.
Oltretutto, ammettiamolo pure, chi diavolo sa cosa fa un matematico tutto il santo giorno?

Inventa numeri?
E come?

Scopre formule?
E prima dove erano nascoste? Se già ce le aveva in mente perché non le ha scritte fin da subito e fine della storia?

Ma soprattutto: chi gliel'ha fatto fare di occuparsi di matematica per tutta una vita?

Ecco il perché dell'importanza di libri come questo, che cercano di far accostare l'uomo comune, normalmente sconcertato dal fatto che un suo simile possa trascorrere la propria breve esistenza tra equazioni e figure geometriche, alla personalità di alcuni dei piú importanti matematici della storia, dall'antica Grecia fino alle soglie del '900.
E l'esito in questo caso è davvero pregevolissimo, grazie alla competenza e all'abilità dell'autore che, intrecciando notizie biografiche e nozioni matematiche, riesce anche ad appassionare il lettore allo sviluppo di alcune idee portanti della matematica stessa. Il volume infatti si può leggere capitolo dopo capitolo passando in rassegna ordinatamente tutte le biografie, oppure in modo trasversale, approfondendo determinati argomenti sviluppati a cavallo di più capitoli (una preziosa indicazione in tal senso viene fornita nell'introduzione). I capitoli inoltre sono abbastanza indipendenti, quasi delle piccole monografie, per cui è possibile leggere anche solo le biografie dei matematici che interessano maggiormente saltando le altre o ritornandoci sopra in seguito.

Per disgrazia degli studenti difficilmente a scuola si viene a conoscenza della personalità o delle vicende biografiche dei matematici più importanti. Usualmente la matematica viene presentata in modo asettico, quasi anodino, e molti insegnanti vanno pure fieri di questa massiccia dose di igiene concettuale con cui viene somministrata questa materia. Questo libro invece consente di ridare alla matematica quel minimo di prospettiva storica che le è dovuta.
Perché, se per certi versi la veste logica fornisce chiarezza alla materia di studio e quindi agevola lo studente, dall'altra lo avvilisce psicologicamente perché nasconde la natura piú profonda della matematica come attivtà squisitamente umana.
Tutto ciò, unito ad un atteggiamento non di rado sprezzante ed ottuso di molti professori, contribuisce a diffondere l'idea che la matematica sia una materia aliena, disumanizzata, fredda, astrusa e riservata a persone collocate ai margini del consorzio umano.

E invece è proprio l'opposto.

Attraverso un'esposizione chiara ed accessibile a qualunque appassionato, Bell ci restituisce degli accattivanti e gustosi ritratti di persone dalle piú disparate caratteristiche umane ma sempre partecipi del clima sociale e culturale del loro tempo.
Si viene cosí a scoprire (stupore degli stupori!) che la matematica è fatta di carne, sangue e sudore.
I matematici stessi hanno faticato davvero tanto per capire molti concetti che oggi vengono dati per scontati anche a medi livelli di istruzione: l'esistenza dei numeri negativi, l'algebra dei numeri complessi con la misteriosa radice quadrata di -1, la regola dei segni in base alla quale il prodotto di due numeri negativi dà un numero positivo, tanto per fare qualche esempio, furono oggetto di dubbi, polemiche e scontri all'interno della stessa comunità matematica.
Al contrario di quanto un'immagine perniciosamente diffusa pretenderebbe, la matematica non nasce chiara e limpida come una risorgiva di alta montagna. I matematici al principio dell'elaborazione di una nuova teoria hanno le idee più confuse di uno studente novellino. Vanno ad intuito, eh sì, proprio quell'intuito "poco rigoroso" tanto vituperato da schiere di insegnanti fanatici di un formalismo tanto capzioso quanto poco scientifico. In realtà l'assiomatizzazione rigorosa delle teorie matematiche segue ad una certa distanza la loro scoperta e il loro sviluppo e quasi mai è portata a termine da chi ha dato l'avvio a quelle teorie.

Ciò che rende particolarmente gradevole questa operazione di storicizzazione è proprio la ricostruzione, a volte anche aneddotica ma sempre affascinante, delle vicende personali dei suoi piú alti esponenti.
E così si viene a sapere che Galois a 21 anni trascorse la notte prima di un duello mortale a scrivere una lunghissima lettera ad un suo caro amico esponendogli tutte le sue idee di matematica e dando così lavoro ai matematici dei due secoli seguenti. Che ad Abel fu assegnata una cattedra a Berlino due giorni dopo che era morto di stenti e povertà a soli 26 anni. Che Cantor diede la scalata ai vari ordini di infinito tra l'ostilità e il dileggio di buona parte della comunità matematica dell'epoca. Che Lobacevskij, inventore di una delle controituitive geometrie non euclidee, aveva strordinarie doti pratiche e che Poncelet sviluppò il nucleo centrale della sua geometria proiettiva scrivendo con un carbone sulla parete della cella russa in cui era rinchiuso.

Insomma si comprende finalmente che la matematica è disciplina eminentemente umanistica.

E i matematici?

Be', gente come noi.


Citazioni
Secondo l'opinione più diffusa, soltanto la natura, e non l'ambiente è il fattore determinante del genio, ma senza un aiuto accidentale o volontario, il genio intristisce e muore. [...] Il caso più sorprendente, in quest'ordine di idee, è quello della famiglio Bernouilli che, nel corso di tre generazioni, ha dato otto matemtici, di cui diversi eminenti. [...] I Bernouilli prendevano tremendamente sul serio la matematica; alcune delle loro lettere sono irte di espressioni da carrettieri. [...] Giovanni I non soltanto tentò di rubare le idee del fratello, ma scacciò il figlio di casa per aver vinto un premio all'Accademia Francese di Scienze al quale anche il padre aveva concorso, ma senza successo.

Per tutta la vita Eulero fu dotato di una memoria fenomenale. [...] Due studenti avevano fatto la somma dei termini di una serie convergente complicata (per un particolare valore della variabile) fino al diciasettesimo termine, e avevano una differenza di un'unità alla quindicesima cifra decimale del risultato; Eulero per decidere chi aveva ragione, seguì tutto il calcolo a memoria, e la sua risposta fu la buona.
[...]
La teoria della Luna cioè lo studio dei movimenti lunari, il solo problema che facesse venire il dolor di testa a Newton, ebbe da Eulero la prima spiegazione completa; egli ne aveva fatto a memoria tutti i complicatissimi calcoli.



Voto: 5/5

_________________
...ma io sono fiero del mio sognare,
di questo eterno mio incespicare...

(F. Guccini)


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