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"Voi due viconosete?" chiese Miller. "Non fino ad ora" rispose Strikerock."Ma abbiamo lo stesso problema; qui sulla Terra siamo invisibili, per così dire."

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Ballerini, Miriam - La casa degli specchi

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Ballerini, Miriam - La casa degli specchi
MessaggioInviato: sab ott 17, 2009 8:27 am 
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Trama
i pazzi e le persone intelligenti sono ugualmente innocui.
i veri essere pericolosi sono i mezzi matti e i mezzi saggi
.
vero, verissimo.
in fondo Goethe aveva sempre ragione.

la storia si sviluppa intorno al tentato suicidio della protagonista.
e nel periodo di riabilitazione della sua anima
si va a ritroso nei suoi ricordi
perchè spesso
quello che siamo ora
è semplicemente la conseguenza di quello che siamo stati.
e le nostre azioni
sono dettate da cocci frantumati del nostro passato.
quando ci si ferma e ci si rende conto che la propria vita altro non è che un castello di carte
il cui cancello formato da inferriate arruginite serve solo a ferire l'aria
si rischia davvero di cadere nel baratro del nulla.
ma è proprio quando ci si capisce e ci si perdona
che avviene il miracolo
perchè si è in grado di ascoltare le storie altrui
storie di dolore
che passano dalla bulimia all'anoressia
dalla schizzofrenia alla depressione
senza giudicare
sempolicemente ascoltando, con amore
e con una sottile vena d'ironia che rende tutto più sopportabile.

Riflessioni Spicciole
Miriam si addentra sempre in temi decisamente difficili e controversi.
stavolta tocca al tema del disagio mentale
dal lieve al più grave
passando per il suicidio
e il tentato suicidio.
un tentativo non andato a buon fine
come una torta venuta male
e trovare la dose dell'ingrediente che si ha sbagliato non è facile
perché presuppone fermarsi
e guardarsi dentro..
e spesso ci si trova di fronte a un mondo che si vuole ignorare.
il suicidio aumenta sempre il raggio di tragedia che la morte porta con sè
semplicemente perchè è evitabile
morire d'anticipo è come morire due volte.
possibile che una persona,
quale che sia la sua età anagrafica,
non riesca ad accumulare quel tanto di luce
(che io intendo come calore umano, carezze, amore )
che basti per illuminare le sue giornate anche nei momenti di crisi,
per trattenerla, consolarla, farla restare?
a quanto pare è possibile eccome.
perchè il suicidio è una forma di accumulo di sofferenza,
di angoscia, di disperazione.
un muratore, per quanto gracile, può alzare piani vertiginosi,
mattone dopo mattone.
così il dolore.
fino a schiacciare chi lo prova
fino a portarlo a oltrepassare la soglia del tollerabile
fino a farlo soccombere.
credo...
anzi sono convinta...
che non esista al mondo una sola persona
che desideri la morte
se riesce a trovare alternative di vita.
come Estragone e Vladimiro,
i due personaggi di Samuel Beckett
che aspettano Godot
l'aspettano con un pezzo di corda in mano
non ce la fanno ad andare avanti
vorrebbero impiccarsi
ma rimandano....
rimandano sempre
rimandano a domani perchè magari,
nel frattempo, può darsi che Godot arrivi.
è una metafora bellissima
e poco importa se Godot sia il simbolo della felicità
o qualsiasi cosa d'altro
i due continuano a vivere perchè aspettano
e aspettano perchè sperano.
è in quella pausa,
in quel tempo congelato di attesa e speranza,
che si decide il futuro della persona
che ha cominciato a desiderare la morte
e se troppe volte quel desiderio finsice col trasformarsi in fatto compiuto
è perchè quella pausa è satura di solitudine
e a volte piangere serve
perchè le lacrime hanno lo stesso effetto della pioggia.
purificano
lavaggio con tanto di di risciacquo
basta che non sia pioggia acida

Citazione
"Loro due erano stati come due palloncini legati l'uno all'altro
con sopra scritto il nome dei due innamorati,
lasciati liberi di volare in alto.
se anche uno due fosse scoppiato
sarebbe rimasto ugualmente unito all'altro
fino alla fine dle viaggio...
nulla è perduto
semplicemente si trasforma."


voto
meno entusiasmante di Fiori di Serra
ma un meritato e satollo
4/5


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