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Trama i pazzi e le persone intelligenti sono ugualmente innocui. i veri essere pericolosi sono i mezzi matti e i mezzi saggi. vero, verissimo. in fondo Goethe aveva sempre ragione.
la storia si sviluppa intorno al tentato suicidio della protagonista. e nel periodo di riabilitazione della sua anima si va a ritroso nei suoi ricordi perchè spesso quello che siamo ora è semplicemente la conseguenza di quello che siamo stati. e le nostre azioni sono dettate da cocci frantumati del nostro passato. quando ci si ferma e ci si rende conto che la propria vita altro non è che un castello di carte il cui cancello formato da inferriate arruginite serve solo a ferire l'aria si rischia davvero di cadere nel baratro del nulla. ma è proprio quando ci si capisce e ci si perdona che avviene il miracolo perchè si è in grado di ascoltare le storie altrui storie di dolore che passano dalla bulimia all'anoressia dalla schizzofrenia alla depressione senza giudicare sempolicemente ascoltando, con amore e con una sottile vena d'ironia che rende tutto più sopportabile.
Riflessioni Spicciole Miriam si addentra sempre in temi decisamente difficili e controversi. stavolta tocca al tema del disagio mentale dal lieve al più grave passando per il suicidio e il tentato suicidio. un tentativo non andato a buon fine come una torta venuta male e trovare la dose dell'ingrediente che si ha sbagliato non è facile perché presuppone fermarsi e guardarsi dentro.. e spesso ci si trova di fronte a un mondo che si vuole ignorare. il suicidio aumenta sempre il raggio di tragedia che la morte porta con sè semplicemente perchè è evitabile morire d'anticipo è come morire due volte. possibile che una persona, quale che sia la sua età anagrafica, non riesca ad accumulare quel tanto di luce (che io intendo come calore umano, carezze, amore ) che basti per illuminare le sue giornate anche nei momenti di crisi, per trattenerla, consolarla, farla restare? a quanto pare è possibile eccome. perchè il suicidio è una forma di accumulo di sofferenza, di angoscia, di disperazione. un muratore, per quanto gracile, può alzare piani vertiginosi, mattone dopo mattone. così il dolore. fino a schiacciare chi lo prova fino a portarlo a oltrepassare la soglia del tollerabile fino a farlo soccombere. credo... anzi sono convinta... che non esista al mondo una sola persona che desideri la morte se riesce a trovare alternative di vita. come Estragone e Vladimiro, i due personaggi di Samuel Beckett che aspettano Godot l'aspettano con un pezzo di corda in mano non ce la fanno ad andare avanti vorrebbero impiccarsi ma rimandano.... rimandano sempre rimandano a domani perchè magari, nel frattempo, può darsi che Godot arrivi. è una metafora bellissima e poco importa se Godot sia il simbolo della felicità o qualsiasi cosa d'altro i due continuano a vivere perchè aspettano e aspettano perchè sperano. è in quella pausa, in quel tempo congelato di attesa e speranza, che si decide il futuro della persona che ha cominciato a desiderare la morte e se troppe volte quel desiderio finsice col trasformarsi in fatto compiuto è perchè quella pausa è satura di solitudine e a volte piangere serve perchè le lacrime hanno lo stesso effetto della pioggia. purificano lavaggio con tanto di di risciacquo basta che non sia pioggia acida
Citazione "Loro due erano stati come due palloncini legati l'uno all'altro con sopra scritto il nome dei due innamorati, lasciati liberi di volare in alto. se anche uno due fosse scoppiato sarebbe rimasto ugualmente unito all'altro fino alla fine dle viaggio... nulla è perduto semplicemente si trasforma."
voto meno entusiasmante di Fiori di Serra ma un meritato e satollo 4/5
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