TramaAmerica, anni '70.
In una casa anonima nella periferia di un tranquillo sobborgo Mari Collingwood (Sandra Cassel), dicissettenne irrequieta e piena di vita, ottiene dai genitori il permesso di festeggiare il suo compleanno andando ad un concerto rock in un quartiere malfamato di New York con l'amica Phyllis (Lucy Grantham).
Le due ragazze trascorrono il pomeriggio nella vicina campagna e solo verso sera si addentrano in città. Mentre cercano di comprare della marijuana, per rendere la giornata ancora più speciale, vengono rapite da Krug (David Hess), un criminale evaso, e dalla sua banda. Le due, tenute in ostaggio per tutta la notte, vengono ricondotte in campagna il giorno seguente, dove saranno oggetto di disgustose ed umilianti torture.
Dopo aver abbandonato le ragazze morenti e trovandosi quindi in difficoltà su una strada desolata, la banda chiede ricovero a una coppia molto ospitale, spacciandosi per un gruppo di uomini d'affari, fino a quando la coppia (che si rivelerà essere la stessa famiglia Collingwood) comincia ad avere dei sospetti riguardo ai suoi ospiti...
ConsiderazioniPrima pellicola diretta da Craven fuori dal circuito pornografico e celebre piú per la sua carica trasgressiva (per l'epoca) che per il suo valore artistico. In effetti qualche scena di nudo c'è e pure una discreta dose di insana violenza (per qualche istante si vedono Krug e compagni rimestare nelle interiora di una delle ragazze), elementi sufficienti a suscitare scalpore ma non a fare un buon film (solo l'anno precedente era uscito nelle sale
Arancia meccanica di Kubrick, tanto per dire...).
Al regista va riconosciuta la capacità di aver saputo costruire un'atmosfera surreale in cui è immersa tutta la vicenda, grazie anche all'impiego di una colonna sonora eclettica che sfrutta gli effetti elettronici in chiave antinaturalistica.
Del resto si salva poco o niente.
I siparietti comico-demenziali di cui sono protagonisti lo sceriffo e il suo assistente sono puerili e gli inseguimenti all'interno degli ambienti chiusi (elemento purtroppo ricorrente dei film di Craven) sono fasulli e ridicoli come sempre.
Il preambolo elegiaco poi è stucchevole e del tutto slegato dal resto del film.
La trama riprende quella de
La fontana della vergine di Ingmar Bergman che a sua volta si era ispirato ad una leggenda svedese.
Qualsiasi confronto tra i due film è, naturalmente, fuori luogo.
SchedaTitolo: L'ultima casa a sinistra
Tit. originale: The last house on the left
Paese: USA
Anno: 1972
Durata: 91'
Regia: Wes Craven
Interpreti principali: S. Cassel, L. Grantham, D. Hess, F. J. Lincoln, J. Rain, M. Sheffler, M. Kove.
Voto: 2/5