ContenutoGiorgio Viaro è un giovane critico cinematografico che durante la stagione 2007-2008 ha curato una rubrica all'interno del magazine on line
Mentelocale.it dal titolo
Il critico e lo spettatore. Ogni martedí andava a tracciare, in modo originale e spiritoso, il ritratto di uno dei principali film usciti la settimana precedente attraverso le discussioni di due paradigmatici esponenti del pubblico: il Critico e lo Spettatore, appunto.
L'esito comico era assicurato.
Ora i 10 migliori pezzi pubblicati on line sono raccolti in questo agile volumetto.
I film rencesiti sono i seguenti:
- Cous cous
- Scusa se ti chiamo amore
- Dialoghi
- La guerra di Charlie Wilson
- Parlami d'amore
- John Rambo
- Grande, grosso e verdone
- 10.000 a.C.
- In amore niente regole
- Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo
Completano l'opera una prefazione dell'autore, una presentazione della responsabile del magazine
Mentelocale.it, un test ironico per misurare il grado di cinefilia del lettore e un buon numero di vignette firmate da Dennis Cabella.
ConsiderazioniPadrone sicuro della materia e dotato di un discreto acume psicologico, l'autore si colloca di fronte al proprio ego di proporzioni planetarie (per sua stessa ammissione!) e schizofrenicamente lo suddivide in parti uguali regalando al lettore una sequenza di "monologhi a due" leggeri, vivaci e a tratti davvero spassosi.
L'autoironia e uno stile originale e funambolico gli consentono di attraversare, in sostanziale equilibrio tra i due poli opposti della sua personalità, tutte e 10 le pellicole, anche se talvolta si ha la fondata impressione che l'asticella penda colpevolmente dalla parte del critico.
Peccato veniale e a ben vedere giustificato, visto che sotto il tono colloquiale trova spazio una disamina originale e di una certa profondità di ogni film, che sarebbe anzi piacevole ritrovare piú spesso nelle rubriche cinematografiche di quotidiani e settimanali.
Insomma, un libro che parla di cinema con competenza e professionalità strizzando l'occhio a chi competente e professionista non è, con l'obiettivo di mettere a confronto, divertendosi, i canoni di giudizio della critica piú seriosa con le preferenze del pubblico comune, per cercare qualche punto di contatto tra questi due mondi tradizionalmente collocati su galassie distinte.
Il tutto servito con una prosa ricca, briosa e di indiscutibile gusto.
Unica pecca la presentazione di Laura Guglielmi, la responsabile del magazine.
Insulsa, volgarotta e di impronta smaccatamente pubblicitaria, sarebbe stato meglio non fosse stata inclusa nel volume ma tant'è.
Il mio suggerimento è di strapparla, come in quella celebre scena de
L'attimo fuggente.
E poi godersi alla grande il resto.
CitazioniCRITICO: Dica qualcosa di sensato per favore. Le è piaciuto il film?
SPETTATORE: Mah, sí, è divertente dai. Parlano un sacco e a un certo punto ti perdi quando lui va in Pakistan e poi nel deserto, però ci sono delle belle battute e pure le scene con gli elicotteri che sparano sulla gente che sembra quasi un videogame.
C: Lo sa? Lei si esprime come un uomo vissuto per vent'anni in fondo a un pozzo. Senza luce.
S: Ma pensa. Lei invece si esprime come uno che alle medie avrebbe dovuto prendere piú legnate dai compagni di classe.S: Lei sembra anche una persona per bene. Magari un po' sapientino, magari pelato, ma per bene. Allora le chiedo: perché usa parole come "mainstream", "singulto" e "prospettiva storica critica"?
C: Beh, perché sono le parole giuste.
S: Ma se poi uno non le capisce a che serve che siano giuste?
C: Se una cosa è giusta serve in ogni caso.Voto: 4/5