TramaSara Goldfarb (Ellen Burstyn) è una casalinga vedova la cui principale occupazione consiste nel guardare i suoi programmi preferiti in televisione. Ha perso da tempo il contatto umano con suo figlio tossicodipendente Harry (Jared Leto), che, insieme al suo amico Tyrone (Marlon Wayans) e alla sua ragazza Marion (Jennifer Connelly), le ruba ripetutamente la TV per rivenderla e procurarsi la droga.
Un giorno a Sara viene comunicato che apparirà proprio nel suo show preferito. Emozionata per l'imminente avvenimento, decide che per l'evento indosserà un vestito rosso che amava portare da giovane e, per far sì che l'abito le stia di nuovo, decide di dimagrire. Dopo gli iniziali insuccessi, la donna contatta un medico che le prescrive una dieta a base di anfetamine.
Nel frattempo Harry, insieme a Tyrone, inizia un traffico di droga, per non avere più problemi di disponibilità della stessa e, congiuntamente, per realizzare il sogno di Marion (aspirante stilista) di aprire un negozio di vestiti.
Inizialmente le cose sembrano andare per il verso giusto a tutti, ma la tragedia non si fa attendere troppo...
ConsiderazioniIl film è un lunghissimo ed estenuante videoclip sullo sfacelo di due generazioni della piccola borghesia americana. I padri, cronicamente assenti, hanno delegato ad una giustizia sommaria e brutale il ruolo di arginare lo sbando dei figli, perduti sulla scia di fantasie irrealizzabili e alla ossessiva ricerca di una scorciatoia verso il successo.
Dal canto loro le madri, cicaleggianti signore di mezza età ipnotizzate dagli imbonitori del piccolo schermo, non riescono a vedere oltre l'orizzonte del loro salottino.
Gli effetti digitali sovrabbondanti, l'abuso di ralenti, accelerazioni, e di un montaggio frenetico rendono il tutto insopportabilmente e inutilmente frastornante. Anche la colonna sonora, di per sé apprezzabile, è talmente insistente e pervasiva da non lasciare respiro.
La cosa peggiore è che tutta questa perizia nelle tecniche audiovisive, oltre ad essere stucchevole fino al ridicolo, ottiene l'involontario effetto di spettacolarizzare proprio quella decadenza e quel marcio che la pellicola vorrebbe invece denunciare dal punto di vista dei contenuti.
Contenuti che, oltretutto, difettano di spessore e approfondimento: i rari dialoghi che non si consumano in un singolo scambio di battute sono banali o pretenziosi (la sequenza in cui Harry e Marion lanciano gli aeroplanini di carta dal grattacielo o quella in cui sono assieme a letto, per citarne un paio) e piú di una scena sfocia nel trash (l'allucinazione di Sara in cui si immagina che il frigorifero voglia inghiottirla, ad esempio).
Il risultato è un'esasperata estetizzazione del vuoto interiore, morbosa e fracassona che non conosce pause riflessive e che non tenta di rintracciare le ragioni piú profonde del disagio che è la molla della catastrofe finale.
Insomma un grosso scatolone impacchettato con carta lucida a colori vivaci, crepitante e con un bel fioccone rosso in cima.
Peccato che sia vuoto.
SchedaTitolo: Requiem for a dream
Tit. originale: Requiem for a dream
Paese: USA
Anno: 2000
Durata: 102'
Regia: Darren Aronofsky
Interpreti principali: E. Burstyn, J. Leto, J. Connelly, M. Wayans, C. McDonald
Voto: 2/5