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Trama
Quando Vivian Light viene incaricata di scoprire l'identità di un cadavere ritrovato nelle fondamenta di un cantiere edile, non immagina che questo sarà solo l'inizio di un percorso che la porterà a confrontarsi con il pazzo che sta seminando il panico nei cittadini di NY. Un uomo che spinto dalla propria pazzia decide di riproporre nuove piaghe in versione moderna da aggiungere a quelle dell'Antico Testamento. Ad affiancare Vivian nelle indagini sarà prima di tutti Russel, un fotoreporter fallito dopo la sua maldestra avventura che lo porterà a vincere e vedersi ritirare il premio Pulitzer. Sullo sfondo le azioni ripetitive e scellerate del vero "burattinaio" che ripete ad ogni evento: io sono Dio.
Impressioni Che sembri scritto da un americano è fuor di dubbio. Che dietro a Faletti ci sia un ghost writer potrebbe anche essere ma sono più dell'idea che ci troviamo di fronte ad un ottimo scrittore nostrano, Faletti stesso per l'appunto. Questo romanzo mi ricorda molto il primo dell'autore (Io uccido) come stile e qualità, e forse lo supera anche. Il finale è un piccolo capolavoro che mette in mostra un'ottima idea e un'ottima capacità di tradurla in parole. Capire chi sia il "colpevole" è praticamente impossibile fino alla fine. Il voto ovviamente si riferisce al romanzo confrontato ad altri dello stesso tipo.
Voto 5/5
Citazioni
In passato è apparso sui giornali come protagonista di storie parecchio discutibili. Adesso sembra aver trovato il modo di ribaltare tutto. Questo significa che qualsiasi cosa può cambiare, quando meno te lo aspetti e se davvero lo vuoi.
Il tempo è un naufrago e solo quello che vale davvero torna a galla.
La vita è un posto in affitto. A volte Dio è un personaggio scomodo da avere in giro per casa.
"Nonno, perché gli uomini combattono?" ... "Ogni uomo prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c'é sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i lupi." "Quali lupi, nonno?" "Quelli che ogni uomo porta dentro di sé." ... "Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo." ... "L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede." ... "E quale lupo vince?" "Quello che nutri di più."
"Tutto era cominciato molto tempo prima. Secoli prima. A nord di Pristina, la capitale, c'é un posto che si chiama Kosovo Polje. Il nome significa "la piana dei merli". Alla fine del Trecento è stata combattuta una battaglia dove un esercito composto da una coalizione serbo-bosniaca guidata da un certo Lazar Hrebeyanovic è stato distrutto dall'esercito dell'Impero Ottomano. Soprattutto i Serbi ebbero delle perdite enormi. Dopo la disfatta è stato eretto in quel posto un monumento unico al mondo, credo. Si tratta di una stele che rappresenta un perenne anatema contro i nemici del popolo serbo, che augura loro la perdita cruenta e credele di ogni bene possibile, in questo e nell'atro mondo. Io ci sono stato. Davanti a quel monumento ho capito una cosa." Fece una breve pausa come per cercare le parole giuste per esprimere in modo sintetico il suo pensiero. "Le guerre finiscono. L'odio dura per sempre."
_________________ Se non credi non speri, se non speri non ci provi, se non ci provi non cambierà mai niente!
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