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Smilla Jaspersen è una donna nata in Groenlandia che abita da molti anni a Copenaghen. Un giorno vede da lontano u corpo steso per terra attorniato dalla polizia e appena giunta sul posto si rende conto che al suolo giace Esajas, un bambino suo caro amico e vicino di appartamento, morto per la caduta dal tetto di un magazzino. Subito sale le scale esterne che portano al tetto innevato del magazzino: qui trova le sole orme del bambino, che portano dalla scala fino all'orlo dell'abisso. Sulle scale trova in lacrime anche il meccanico di biciclette che lavora in un garage dei blocco di appartamenti in cui vivono Smilla e il bambino, le Cellule Bianche. Anche il meccqnico era un grande amico di Esajas. Un poliziotto li raggiunge e li manda via per non inquinare la scena del delitto; osserva il tetto e trovandovi le sole orme del bambino ritiene il tutto un incidente. Ma Smilla ha passato l'infanzia in Groenlandia in mezzo alla neve e conosce tutti i suoi segreti; osservando la forma e la profondità delle orme capisce che Esajas stava scappando da qualcosa. Inoltre sa che il bambino ha il terrore delle altezze, non riesce a salire le scale fino al suo appartamento senza stringersi al corrimano e con lunghe pause nei pianerottoli. Se era salito fin lassù quindi stava probabilmente fuggendo da qualcuno o qualcosa. Smilla, non potendo contare sull'aiuto della polizia, inizia così le indagini per conto proprio, cominciando dal luogo dove Esajas passava pomeriggi interi mentre la madre groenlandese si ubriacava, ovvero l'officina del meccanico. Qui vi trova nascosta dal bambino una audiocassetta che, una volta ascoltata, la porterà su una pista grazie alla quale scoprirà degli intrighi che vanno ben oltre la morte del bambino. Nelle sue indagini sarà aiutata dal padre ricco di risorse e di amicizie importanti, il quale la aiuta nel tentativo di farsi perdonare per averla portata via dalla sua amata Groenlandia e di recuperare il suo rapporto con lei. Un aiuto importante lo riceverà anche da un inaspettatamente scaltro alleato, il meccanico, che la tirerà spesso fuori dai guai in cui lei si caccerà continuamente e si rivelerà ricco di risorse.
Questo libro può essere considerato un thriller, per la presenza di un delitto, delle conseguenti indagini, e per la forma in cui si sviluppa la trama, la quale rivela poco per volta piccoli frammenti che comporranno il puzzle finale. La trama analizzata singolarmente è a tratti interessante e coinvolgente, ma è presentata in un modo che ne rende ostica e spesso noiosa la lettura. Per tenere nascosti gli sviluppi futuri e conservare un alone costante di mistero, spesso dalla lettura non si comprende cosa stia succedendo, non si capisce il perchè di certi comportamenti di Smilla, apparentemnte senza senso e consequenzialità. L'autore compie infatti molti salti temporali anche brevissimi, raccontando il prima e il dopo di una scena lasciando per ultimo ciò che avviene nel mezzo, rendendo la comprensione della consequenzialità temporal di difficile comprensione. Il libro è scritto in prima persona ed è Smilla stessa che racconta le sue iniziative, ma tenendo nascosto il più possibile ogni sua mossa agli altri personaggi e al lettore; quando va in un luogo racconta nei dettagli come vi giunge e lo descrive nei particolari, ma solo dopo molto capiamo dove è andata e perchè, in un continuo gioco, spesso forzato, a tenerci nascosto quello che sa o che scopre; a volte non si comprende persino con chi stia parlando, se non alla fine del dialogo. Le descrizioni dei luoghi sono molto accurate, spesso esasperanti, mentre l'unico carattere che viene analizzato a fondo psicologicamente è la stessa Smilla, che ci racconta i suoi pensieri sparsi nel libro. Questi continui "stralci" a volte rendono difficile seguire lo sviluppo dell'azione. Sono presenti continui flash back o riferimenti al suo passato, che spesso non aggiungono nulla nè allo sviluppo della storia nè al personaggio stesso. Sono invece ben descritti il suo rapporto difficoltoso col padre, un affermato medico danese, che l'ha portata via dalla Groenlandia dopo che la madre è morta, e il suo rapporto burrascoso con la danimarca e gli europei, così catalogatori, burocrati a differenza della sua tribù, dove tutto era naturale e il legame con la natura era molto stretto. Smilla è molto chiusa in sè, tanto che a volte si comporta in modo assurdo e contro i suoi stessi interessi pur di tenere nascosto quello che sa e di mantenere il suo atteggiamento burbero e distaccato; mente anche alle persone che potrebbero aiutarla, rendendosele nemiche, ritrovandosi sola a combattere contro tutte le figure coinvolte nel romanzo. Il personaggio di Smilla non mi ha appassionato, sputa frasi ad effetto, sentenze spesso non condivisibili spacciate per verità assolute, è dura col mondo intero perchè da bambina ha sofferto la lontananza dalla sua Groenlandia e non perdona nessuno, non dà alcuna possibilità di riscatto alle persone. Sono invece presentate bene le frequenti descrizioni del ghiaccio, di come si formano i vari tipi, le loro caratteristiche, la pericolosità di un tipo rispetto a un altro. Per concludere, questo mi è parso un tentativo di elevare la forma del thriller a un livello letterario alto, ma secondo me l'esperimento non è riuscito troppo bene, rendendo oltretutto lo sviluppo della trama poco godibile.
Voto: 2/5
Citazioni "Credi che uno decida la propria vita, Smilla?" "I dettagli" dico io. "Ma le cose importanti vengono da sole"
Su una nave si incrociano continuamente le proprie orme. Come nella vita.
_________________ “Let's just imitate the real, until we find a better one”. (Notwist)
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