Carl Streator è un giornalista cui è stato affidato il compito di scrivere una rubrica sulle morti in culla, quelle morti nel sonno di bambini che sono apparentemente senza spiegazione, la cosiddetta "sindrome di morte improvvisa". Carl è un uomo solo, quarantenne, vedovo. Mentre fa le sue ricerche sulla sindrome apprendiamo notizie sul suo passato e su come abbia perso la moglie. Grazie alle sue indagini riesce a scoprire cosa accomuna tutte queste morti misteriose: un libro, "Poesie e filastrocche di tutto il mondo". In quel libro sta nascosta la chiave del mistero, nella pagina 27, quella letta per ultima prima di ogni tragedia, quella in cui si trova una ninna nanna, "Il canto della dolce morte", di origini africane, che ha il potere di uccidere. Quel canto usato dalle popolazioni zulu sui bambini nei momenti di carestia e sui vecchi in fin di vita per farli trapassare senza soffrire. Ma adesso quel canto è finito in un libro, e diventa pericolosissimo per il genere umano. Carl si allea con Helen, una immobiliarista che ha perso figlio e marito alcuni anni prima, a causa della stessa filastrocca. Carl sospetta che Helen conosca il potere del libro e che lo utilizzi arbitrariamente. I due decidono di allearsi per ritrovare tutte le 500 copie distribuite nel paese e distruggerle; a loro si unirà Mona, la segretaria di Helen, e il fidanzato detto Ostrica.
Il libro è scritto in prima persona dall'io narrante Carl. Carl vive in una situazione deprimente, vedovo, solo e privo di interesse per la vita. Mentre ci immergiamo nel racconto del viaggio intrapreso prima per indagare sulle morti misteriose e poi per ritrovare tutte le copie del libro assassino, apprendiamo sempre più del suo passato, a piccole dosi. Di come sia rimasto vedovo, del perchè zoppichi, di cosa abbia in comune con Helen. Carl scopre il potere del libro da alcuni indizi, ma manca la prova maestra, quella che dia la certezza della bontà delle sue intuizioni. E allora prova ad utilizzare la filastrocca sul suo capo, quel capo antipatico che gli ha chiesto di indagare sulle morti dei bambini. E la filastrocca funziona. Carl sembra non provare alcun rimorso, tanto che gli capita di riutilizzarla verso il suo nuovo capo, ancora peggiore del precedente. A quel punto non riesce più a controllarsi e ripaga ogni sgarbo subìto, anche da parte di sconosciuti, con la vendetta della morte improvvisa e indolore. Prima di entrare in un circolo senza uscita, e prima che altri scoprano il potere del libro rischiando così l'estinzione della razza umana, Carl e Helen partono alla ricerca di tutte le copie del libro. I loro compagni sono Mona e Ostrica, due Hippie che hanno una idea ben precisa su cosa fare del libro. Al contrario degli altri due, loro vogliono utilizzarlo per i loro scopi, per il bene della Natura, sovrastata dall'uomo che ha invaso ogni spazio disponibile, distruggendolo e sovrappopolandolo. Mona e Ostrica vogliono aiutare la Natura a ricreare un equilibrio, eliminando il problema della sovrapopolazione umana. Ecco allora che frequenti sono i battibecchi più o meno intensi tra le due fazioni per decidere cosa fare delle copie del libro. Ma Helen e Carl dalla parte loro hanno il vantaggio di conoscere la filastrocca a memoria, che usano per minacciare Ostrica. Un libro grottesco ma soprattutto divertente, dove facciamo un viaggio assieme a Carl e i suoi compagni, un viaggio reale attraverso gli stati uniti con poche descrizioni, e un viaggio spirituale, descritto molto più a fondo, nella mente di Carl e degli altri tre protagonisti. Alla fine la storia prenderà una piega del tutto inaspettata, e saranno spiegati alcuni capitoli centrali che inizalmente risultavano quantomeno indecifrabili. Il libro è diviso in capitoli molto brevi, rendendo la lettura molto frastagliata ma al tempo stesso mai pesante, anche grazie a uno stile "leggero" e privo di descrizioni maniacali. Forse il libro più strano e scorrevole tra quelli che ho letto di Palanhiuk, senz'altro originale e divertente, consigliato a chi già ama l'autore, forse troppo strano per i nefiti. Qui possiamo trovare molti argomenti cari a Palanhiuk, come il consumismo e la pubblicità che ci riempiono di bisogni, ci rendono continuamente insoddisfatti e alla ricerca di qualcosa di nuovo e materiale da desiderare. Il Grande Fratello non ci spia, ma ci dice come vivere. Insomma il Palanhiuk nichilista che conosciamo bene grazie a
Fight Club, che scrive un libro condito da elementi irrazionali e grotteschi, ai limiti dell'assurdo, e denso di veleno per l'umanità sparso tra le pagine.
Voto: 4/5Citazioni:
Il Grande Fratello non ci osserva. Il Grande Fratello canta e balla. Tira fuori conigli dal cappello. Il Grande Fratello si dà da fare per tenere viva la tua attenzione in ogni singolo istante di veglia. Fa in modo che tu possa sempre distrarti. Che sia completamente assorbito. [...] Questo significa lasciarsi imboccare, ed è peggio che lasciarsi spiare. Nessuno deve più preoccuparsi di sapere che cosa gli passa per la testa, visto che a riempirtela in continuazione ci pensa già il mondo. Se tutti ci ritroviamo con l'immaginazione atrofizzata, nessuno costituirà mai una minaccia per il mondo.
Il modo più rapido per chiudere una porta sulla realtà è seppellirsi nei dettagli.
In effetti sì, il mondo sarebbe un posto migliore se alcune persone non ci fossero. Anzi, potrebbe addirittura essere perfetto. Basterebbe una sfoltita qua e là. Un po' di puilizia. Di selezione innaturale.
Il modo migliore per buttare via la vita è prendere nota. Il modo più facile per evitare di vivere è stare a guardare. Cercare i dettagli. Riferire. Senza partecipare.