|
Un futuro all'antica è una raccolta di sette racconti pubblicati intorno agli anni novanta in cui Bruce Sterling riprende un filone che ha visto il suo (probabile) massimo autore in Philips K. Dick: la sociologia applicata alla fantascienza. Usare la fantascienza, immaginando un futuro che ancora non si può conoscere, per dare la propria visione di quello che, nel futuro, sono i pensieri e i modi di essere della gente comune. Capire quali comportamenti abbiano trasformato e preso piede nella vita della società. Indovinare quali tecnologie si siano evolute influenzando le abitudini quotidiane. In queste "realtà virtuali" vengono inserite le storie che nelle caratteristiche fantastiche di quelle realtà trovano lo spazio per evolversi. I protagonisti si spostano fra il rifiuto della moderna tecnologia che li opprime tramutandoli in schiavi moderni sempre sotto controllo fino al diventare dei rivoluzionari vecchio stampo che sfruttano la tecnologia come un soldato sfrutterebbe una pistola al solo scopo di sovvertire l'ordine politico.
Il racconto che mi ha colpito di più per confronto con quel futuro che per noi comincia a non essere più tale, è quello in cui viene descritta una realtà in cui il comportamento degli individui viene condizionato da apparecchiature portatili, che potrebbero vagamente essere assimilate ai nostri telefonini; apparecchiature perennemente collegate in rete. Il pokkecon, questo il nome, distribuisce informazioni e impartisce istruzioni che gli uomini eseguono spontaneamente, senza coercizione alcuna, facendo portare ad uno dei protagonisti, per esempio, un caffè ad un perfetto sconosciuto all'angolo di una strada. L'uomo era stanco e aveva bisogno di ristorarsi. Il suo pokkecon, lette le esigenze del proprietario, ne aveva informato la rete. La rete, analizzate le possibilità, aveva informato il protagonista di portare il caffè all'individuo. Quella che sembra una geniale condivisione delle risorse si rivela poi come una imposizione globale che non avviene da parte di un controllore supremo ma da parte della rete stessa che nella sua evoluzione esercita l'impegno di agevolare la vita degli uomini. Quelli che rifiutano sistematicamente la tecnologia o la condivisione delle risorse vengono isolati progressivamente dalla rete stessa che usando le capacità dei singoli individui gestisce l'isolamento totale degli "a-tecnologici".
Il racconto che mi ha colpito di meno è forse il più facile da leggere perché meno intriso di tecnologia futuribile. I protagonisti, dei rivoluzionari, dapprima si convincono della bontà della loro causa nel liberare le isole Aland dal governo oppressore della Finlandia e poi organizzano un colpo di stato che dovrebbe condurli al potere. Sullo sfondo ci sono la mafia russa, un'operazione finanziaria internazionale che dovrebbe far diventare la nuova repubblica un paradiso fiscale di cui loro sono i sorveglianti (ovviamente tutto per il bene supremo delle Aland) e l'ideatrice novantenne di una serie di fumetti per bambini (tipo i Puffi) che costituiscono la colonna portante della cultura popolare locale.
Come valutazione complessiva devo dire che i racconti si leggono bene, voto 3 di 5, ma che il coinvolgimento, almeno nel mio caso, è stato scarsissimo, voto 1 di 5 (o come dice l'Admin che è una persona precisa voto 0,5 di 5). Se la matematica non è un'opinione media 2!
Voto: 2/5
_________________ Se non credi non speri, se non speri non ci provi, se non ci provi non cambierà mai niente!
|