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Cappelli Gaetano, Parenti Lontani.
Trama: è la storia sgangherata di Carlino, ragazzetto orfano che passa la sua infanzia in un paesino sui monti del sud Italia, cresciuto in una vecchia casa piena di passato e di ricordi, tra venti cugine, zii e zie e sotto la tirannia di Nonnilde, la dispotica nonna che già programma il suo futuro con l’azienda di famiglia. Ma Carlino, iniziato da Pit, suo grande (in tutti i sensi) amico, ha ben altro per la testa; le ragazze, il sesso, l’America, dove suo padre si era trasferito prima di morire in un incidente aereo e dove sogna una vita migliore tra le braccia dei parenti ricchissimi e lontani che lì , secondo lui, vivono alla grande. E’ la storia di Carlino ma è la storia degli anni settanta, dei sogni, delle ragazzine turist figlie di papà, delle prime ricchezze ( altrui ), delle fumate in compagnia alla beat, del primo rock, del concerto dei New Trolls ( o meglio dei “Gnu Droll”), del viaggio hippy in autostop dopo la maturità… dell’America, affascinate, grandiosa, libera e soprattutto ricca, che diventa poi crudele e sconosciuta.
Impressioni: sinceramente non so che pensare, Antonio D’Orrico, recensore del Corriere della Sera, dice di questo romanzo “Il Grande Romanzo Italiano esiste e si intitola Parenti Lontani. Lo ha scritto Gaetano Cappelli”. Io sono veramente in difficoltà, l’ambientazione storica è meravigliosa, dipinta magistralmente, le emozioni, le ambizioni, le speranze di noi italiani degli anni settanta ti entrano nel cuore, ti inteneriscono come se stessi leggendo la storia dei tuoi nonni ( che poi è un po’ vero ) ma… tutta e dico tutta (!!!) la trama si svolge attorno alle imprese sessuali del protagonista, e non storie d’amore ma vere conquiste, in un tripudio di donne e ragazze che alternano o si sovrappongono, senza sentimenti, se non quelli vittoriosi del protagonista. Questo aspetto è talmente enfatizzato da avermi schifata a tal punto da non avere più voglia di leggere… le donne oltretutto sono o tutte super belle o tutte inguardabili, tanto che mi sono sinceramente sentita offesa e offeso dovrebbe sentirsi tutto il genere femminile, che qui proprio non ha voce in capitolo. Non so, forse io sono troppo femminista ma insomma…
Citazione: “ ero in America da dieci ore scarse ed ero già finito tra le cosce di Jennifer e , ancora peggio, lei avrebbe voluto che accadesse di nuovo – Stupida che sono stata a lasciarti andare… ma ora che sei qui, ti terrò stretto. Fotti, fotti “
Voto: 3/5
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