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Il padre era così smilzo e fragile da sembrare perduto dentro i vestiti. Guardava il panorama come se il mondo esterno fosse alterato o sospetto a causa di ciò che aveva visto altrove. Come se non potesse più vederlo come prima. O peggio, come se lo vedesse finalmente nel modo giusto. Com'era sempre stato e sempre sarebbe stato. Il ragazzo, che cavalcava poco più avanti, dava l'impressione che, se fosse nato in uno strano paese privo di cavalli, avrebbe saputo scovarli ugualmente. Perché il mondo fosse a posto e perché lui fosse a posto nel mondo, si sarebbe accorto che mancava qualcosa e sarebbe andato in giro continuamente e dovunque finché non si fosse imbattuto in un cavallo, e allora avrebbe capito subito che il cavallo era e sarebbe sempre stato quel che cercava.

McCarthy, Cormac - Cavalli selvaggi

Oggi è mer nov 25, 2009 2:48 pm

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Cappelli, Gaetano - Parenti Lontani

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Cappelli, Gaetano - Parenti Lontani
MessaggioInviato: lun lug 13, 2009 2:48 pm 
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Sto leggendo: Annus Mirabilis - Geraldine Brooks

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Cappelli Gaetano, Parenti Lontani.

Trama: è la storia sgangherata di Carlino, ragazzetto orfano che passa la sua infanzia in un paesino sui monti del sud Italia, cresciuto in una vecchia casa piena di passato e di ricordi, tra venti cugine, zii e zie e sotto la tirannia di Nonnilde, la dispotica nonna che già programma il suo futuro con l’azienda di famiglia. Ma Carlino, iniziato da Pit, suo grande (in tutti i sensi) amico, ha ben altro per la testa; le ragazze, il sesso, l’America, dove suo padre si era trasferito prima di morire in un incidente aereo e dove sogna una vita migliore tra le braccia dei parenti ricchissimi e lontani che lì , secondo lui, vivono alla grande. E’ la storia di Carlino ma è la storia degli anni settanta, dei sogni, delle ragazzine turist figlie di papà, delle prime ricchezze ( altrui ), delle fumate in compagnia alla beat, del primo rock, del concerto dei New Trolls ( o meglio dei “Gnu Droll”), del viaggio hippy in autostop dopo la maturità… dell’America, affascinate, grandiosa, libera e soprattutto ricca, che diventa poi crudele e sconosciuta.

Impressioni: sinceramente non so che pensare, Antonio D’Orrico, recensore del Corriere della Sera, dice di questo romanzo “Il Grande Romanzo Italiano esiste e si intitola Parenti Lontani. Lo ha scritto Gaetano Cappelli”. Io sono veramente in difficoltà, l’ambientazione storica è meravigliosa, dipinta magistralmente, le emozioni, le ambizioni, le speranze di noi italiani degli anni settanta ti entrano nel cuore, ti inteneriscono come se stessi leggendo la storia dei tuoi nonni ( che poi è un po’ vero ) ma… tutta e dico tutta (!!!) la trama si svolge attorno alle imprese sessuali del protagonista, e non storie d’amore ma vere conquiste, in un tripudio di donne e ragazze che alternano o si sovrappongono, senza sentimenti, se non quelli vittoriosi del protagonista. Questo aspetto è talmente enfatizzato da avermi schifata a tal punto da non avere più voglia di leggere… le donne oltretutto sono o tutte super belle o tutte inguardabili, tanto che mi sono sinceramente sentita offesa e offeso dovrebbe sentirsi tutto il genere femminile, che qui proprio non ha voce in capitolo. Non so, forse io sono troppo femminista ma insomma…

Citazione:
“ ero in America da dieci ore scarse ed ero già finito tra le cosce di Jennifer e , ancora peggio, lei avrebbe voluto che accadesse di nuovo – Stupida che sono stata a lasciarti andare… ma ora che sei qui, ti terrò stretto. Fotti, fotti “

Voto: 3/5


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